Marketing e Social Media: la tutela della privacy

by Redazione

Quando un’azienda deve gestire i dati dei propri clienti per svolgere la propria attività o pubblica contenuti pubblici nei Social Media deve fare i conti inevitabilmente con la privacy degli interessati se non vuole incorrere a spiacevoli contravvenzioni. Abbiamo approfondito l’argomento con VSX Design di Valerio Sanna, agenzia con esperienza nel settore.

Privacy e Marketing

Svolgere attività di marketing significa cercare di soddisfare i bisogni dei propri clienti attraverso l’offerta di prodotti e/o servizi. Per realizzare ciò, qualsiasi attività lavorativa impone ai gestori la soluzione di un problema non di poca importanza, ovvero trovare le modalità adeguate per trattare dati e informazioni private che riguardano la persona.

Come fare? Da dove iniziare?

Sicuramente, il punto di partenza è delineato dalla normativa vigente che stabilisce la corretta gestione della privacy. Il codice in materia di protezione dei dati personali è contenuto nel Decreto Legislativo n.196 del 2003, mentre il Regolamento Europeo è il numero 679 del 2016 nato per la protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali nonché alla libera circolazione di tali dati.

In sostanza, il titolare che deve trattare i dati dei suoi clienti deve fornire ad ognuno in forma scritta o verbale, l’informativa sulla privacy. In cosa consiste l’informativa sulla privacy? Innanzitutto il cliente, o l’interessato, deve essere informato sugli scopi e sulle modalità del trattamento cui sono destinati i dati e sugli obblighi o meno di fornire i dati. Inoltre, deve essere edotto sulle conseguenze in caso di rifiuto al consenso del trattamento in oggetto e devono essere indicati con precisione i nominativi delle persone, enti o società a cui possono essere forniti i dati personali. Infine, deve essere indicato al cliente il nome del titolare e del responsabile del trattamento dei dati.

Talvolta, la mancanza di una adeguata preparazione in materia di protezione dei dati personali ha dato vita ad un’intensa attività ispettiva da parte del Garante della privacy che spesso è dovuto intervenire con pesanti violazioni. Un altro aspetto da non sottovalutare è la pratica dello spamming, ovvero l’invio di comunicazioni pubblicitarie senza il consenso del destinatario. La pubblicità infatti con utilizzo di indirizzi e-mail deve sempre essere approvata dall’utente che la riceve.

Le regole da conoscere per tutelare la privacy nei social

I Social Media sono uno strumento digitale potentissimo sia per le aziende che voglio comunicare con i clienti, sia per quest’ultimi che possono tenersi informati ovunque e in ogni momento sulle offerte commerciali con un solo click. Con i social infatti, si possono condividere testi, immagini video e audio. Un’arma potente come dicevamo, ma a doppio taglio in quanto può compromettere la riservatezza delle persone, la diffusione di dati personali e sensibili che vanno a ledere anche involontariamente la privacy delle persone.

Già nel 2008, durante la Conferenza internazionale delle Autorità di protezione dei dati, i garanti si erano soffermati sulle raccomandazioni impartite ai fornitori dei servizi social. Per questo motivo le impostazioni della privacy che ogni utente può personalizzare sono diventate sempre più specifiche. Ma non solo, anche l’informativa e la vigilanza in materia di tutela della privacy è diventata, sopratutto negli ultimi anni, più rigida affinché si possano evitare i rischi di lesione della privacy di soggetti che non hanno dato il consenso per la diffusione delle proprie informazioni personali.

Tra i vari diritti di ogni persona, uno fondamentale è quello del diritto all’oblio. Ovvero è il diritto che ognuno ha di essere dimenticato e quindi non identificato in relazione a dati pregiudizievoli o non collegati a fatti di cronaca. Questo diritto è tanto più forte quanto più il soggetto da tutelare è debole, come gli adolescenti, i bambini, i portatori di handicap o chi non è in grado di intendere e volere.

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