Come si ottiene il bollino blu per la caldaia

by Redazione
bollino blu caldaia

La caldaia è uno strumento indispensabile per molte famiglie durante tutto l’anno, diventando praticamente indispensabile durante l’inverno per i sistemi di riscaldamento a termosifoni. In ogni caso, come ogni strumento meccanico, ha bisogno di essere sottoposto a revisione e controlli periodici al fine di mantenerla in buono stato, assicurandone un lungo funzionamento. Oltre a questo aspetto meramente personale e utilitaristico, in ogni caso, c’è anche un Decreto Legge, precisamente il 192/2005, che obbliga il cittadino a tenere sotto controllo l’impianto al fine di scongiurare imprevisti e controllare le emissioni inquinanti prodotte. Queste, se condotte da un tecnico specializzato e accreditato dall’ente preposto italiano, portano al rilascio del cosiddetto bollino blu. Abbiamo approfondito l’argomento con energyduegi.com, esperti in materia.

Cosa è il bollino blu e come si ottiene?

Ne deriva dunque che il bollino blu della caldaia non è altro che una verifica volta ad attestare l’efficienza e la produttività della caldaia, asseverando che questa risponda ai canoni di funzionamento ed efficienza stabili dalla legge. Per ottenerlo è necessario contattare un’azienda che si occupa di installazione e manutenzione di impianti di riscaldamento che abbia l’apposita autorizzazione ministeriale.

Una volta contattata l’azienda verrà fissato un sopralluogo operativo, nel quale l’incaricato specifico si occuperà di misurare i fumi della caldaia, misurandone la corrispondenza ai massimi previsti dalla legge, individuando le criticità laddove esistenti ed operandosi per risolverle in maniera definitiva. Naturalmente, queste verifiche non si esauriscono qui: insieme alla verifica delle emissioni vengono controllati anche il funzionamento del bruciatore, del sistema che si occupa della verifica della pressione del gas e ogni altro corretto funzionamento dell’impianto, controllando le tubazioni, sistema di sali laddove previsto etc.

Quando le verifiche sono andate a buon fine, viene rilasciato il bollino blu insieme ad un documento a firma del tecnico abilitato dove viene attestato il livello di efficienza effettiva dell’impianto (secondo le conosciute classi progressive) con in aggiunta un libretto di impianto laddove quello originale risultasse perso o assente per qualsivoglia motivo: tutte queste certificazioni sono già previste all’interno del costo della manutenzione e non prevedono il pagamento di una cifra aggiuntiva.

Quanto dura il bollino blu della caldaia e ogni quanti anni è necessario rinnovarlo? Quali sono le sanzioni?

Le scadenze sono differenziate in base all’impianto: per le caldaie alimentati a solidi o liquidi come pellet o gpl, rientrano tutti gli impianti centralizzati, e la cadenza di verifica per l’emissione del bollino blu è annuale. Biennale, invece, il controllo per le caldaie a gas in ambienti chiusi se hanno una potenza superiore a 35kw e quadriennale per tutti gli impianti di caldaia a gas all’aperto, tuttavia devono avere una potenza inferiore a 35kw, altrimenti il rinnovo diventa biennale.

Non adempiere a questo obbligo legislativo può comportare importanti sanzioni per il soggetto che ne ha responsabilità, il privato nel caso di casa singola ovvero l’amministratore di condominio per i complessi residenziali. Il costo dell’intervento è dunque una spesa da sostenere per evitare una multa che può arrivare fino a 200 euro se non sono rispettate le prescrizioni e il bollino blu risultata scaduto, con aumento proporzionale della sanzione in base al numero di anni senza revisione. I controlli vengono effettuati a campione da parte della Pubblica Amministrazione competente, che varia da Comune a Comune.

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