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SEGNALAZIONE E RICHIESTA DI CHIARIMENTI AL DIRETTORE GENERALE DELLA GIUSTIZIA CIVILE DOTT. MARCO MANCINETTI

Roma lì 01/09/2015

Spett.le                       

Direzione Generale Della Giustizia Civile

Via Arenula, 70 - 00186 Roma

pec:  dgcivile.dag@giustiziacert.it

c.a

Ill.mo  DIRETTORE GENERALE

DELLA GIUSTIZIA CIVILE

Dott. Marco Mancinetti

Oggetto: Mediazione civile e Commerciale. Richiesta di chiarimenti sul significato di “ primo incontro” introdotto con il d.l n. 69 del 2013, cosiddetto “decreto del fare” anche alla luce di una recente ordinanza emessa dal Tribunale di Firenze.

 Ill.mo Dott. Marco Mancinetti,                   

             l’istituto della mediazione costituisce oggi condizione di procedibilità della domanda giudiziale ma la normativa che la disciplina è costantemente soggetta a critiche, a interpretazioni e a richieste di chiarimenti nei  confronti del Ministero della Giustizia che con continue Circolari prova a colmarne i vuoti.  

            Nella qualità di attenti operatori della mediazione ci vediamo costretti anche in virtù di una recente ordinanza emessa dal Tribunale di Firenze ( 7/07/15 - Alessandro Ghelaradini.), a chiedere un chiarimento sul significato effettivo del primo incontro di mediazione di cui all’art 5, comma 2 bis del d.lgs 28/2010 che incide in maniera decisiva  sulla corretta applicazione dell’art. 17 comma 5 ter del Decreto Lgs 28/2010 il quale prevede che: “ nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’Organismo di mediazione”.

            A tal proposito mentre è pacifico che qualora al primo incontro le parti dichiarano al Mediatore che non sussistono le condizioni per poter iniziare la mediazione, la procedura debba concludersi  senza poter richiedere alcun compenso alle parti, non altrettanto pacifica,  né alle parti né ai propri  Avvocati, è la circostanza secondo la quale il compenso all’Organismo è sempre dovuto nel caso in cui in sede di primo incontro, superata già la fase informativa preliminare, le parti dichiarano di voler procedere con il tentativo di mediazione impegnando così il mediatore nell’espletamento dell’attività di mediazione vera e propria.

            Già con circolare  del  27.11.2013 il  MINISTERO DELLA GIUSTIZIA  specificava che :…. secondo la nuova configurazione del procedimento di mediazione derivante dalla novella del 2013, il primo incontro del procedimento di mediazione dovrebbe essere considerato come momento non ancora inserito nello svolgimento vero e proprio dell’attività di mediazione, come definita dall’art.1, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 28/2010.

In questo contesto, infatti, va tenuto presente quanto dispone l’art. 8 comma 1 del D. Lgs. 28/2010, come modificato dall’art. 84 del decreto legge citato, ed in particolare che: “… Durante il primo incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati ad esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento”.

Tale ultima disposizione, meglio delineando la natura e la funzione del ‘primo incontro’ rispetto alla ‘procedura di mediazione’, consente di comprendere la ragione per la quale il legislatore ha previsto che, “nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione”: non essendosi svolta vera e propria “attività di mediazione” non si potrà richiedere un compenso che attenga, appunto, ad una attività eventuale e successiva che avrà modo di essere esercitata solo se le parti intendano procedere oltre.

            Da circa un anno a questa parte vari Giudici di merito si stanno esprimendo in merito sia alla presenza personale delle parti in mediazione che alla natura del primo incontro di mediazione. Da più parti si è infatti ritenuto che la mediazione, quando è prevista quale condizione di procedibilità debba svolgersi alla presenza personale delle parti e debba essere esperita effettivamente con conseguente superamento del primo incontro come momento in cui è rimessa alle parti la valutazione se proseguire o meno nella mediazione.  Proprio in virtù di tali pronunce numerose  parti  dichiarano, una volta superata la fase preliminare informativa, di voler procedere con il tentativo di mediazione nel medesimo incontro ma qualora in tale sede non raggiungono un accordo si rifiutano di pagare il compenso all’Organismo e quindi al Professionista che  ha svolto vera e propria attività di mediazione anche con sessioni separate, ricorrendo all’errata interpretazione della norma “ nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’Organismo di mediazione”.

          Ad aggravare questa circostanza è l’Ordinanza del Tribunale di Firenze  in allegato che ha così disposto: “ …..evidenziato in punto di diritto che, come da reiterate pronunce di questo Tribunale, al primo incontro davanti al mediatore deve procedersi ad effettiva attività di mediazione, salva la possibilità di redigere verbale negativo in caso di mancato accordo al primo incontro, così concludendosi la procedura; che “nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione” (art. 17 cmme 5 ter d.lgs. 28/2010 e ss.mm.ii), che pertanto appare illegittimo il comportamento dell’Organismo di mediazione nella misura, come riferito dal difensore, sia stato condizionato l’esperimento della mediazione al previo pagamento dei relativi oneri……;

            Purtroppo l’applicazione di tale ordinanza comporterebbe per l’ennesima volta gravi conseguenze economiche agli Organismi di mediazione e ai professionisti che dovrebbero continuare a svolgere attività di volontariato. E’ irragionevole pensare che i mediatori possano prestare un’attività qualificata senza compenso alcuno tenuto conto anche dei costi che devono sostenere per la formazione e l’aggiornamento obbligatori.

            Sarebbe semplice raggirare tale ordinanza fissando un ulteriore incontro che in tal caso obbligherebbe le parti al pagamento (poiché incontro successivo al primo)   ma che allo stesso tempo comporterebbe un’inutile perdita di tempo per gli Organismi, le parti, gli Avvocati nonché i mediatori. 

            Per questi motivi  chiediamo agli organi competenti un intervento immediato  anche per mezzo di Circolare che possa definitivamente porre fine ad una situazione di vuoto  e/o ambiguità normativa (nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione” ) che può  generare ulteriore contenzioso  a fronte del rifiuto delle parti e loro avvocati di versare il compenso qualora in fase di primo incontro la mediazione venga effettivamente svolta .

 

            Ricordiamo a noi stessi che la mediazione civile e commerciale ha contribuito alla diminuzione del contenzioso giudiziario per come illustrato in conferenza stampa del 12 agosto 2015 dal Ministro  Andrea Orlando e dal capo Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria Mario Barbuto, durante la presentazione dell'aggiornamento del censimento sulla giustizia civile elaborato.

          Per tali motivi l’istituto deve essere sostenuto,  tutelato  e rafforzato  ancora di più  anche alla luce di alcuni orientamenti giurisprudenziali in via di progressiva affermazione.

            Con l’auspicio di ottenere al più presto provvedimenti che possano risolvere  questo ed altri  vuoti e/o ambiguità normative che  D.lgs 28/2010 presenta nonostante le  successive modifiche e/o integrazioni,  porgiamo cordiali saluti.

                                                                                                                                          Avv. Lucrezia Pota

                      Responsabile Segreteria Tecnica

 

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