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IL MEDIATORE PUò PROPORRE UNA SOLUZIONE CONCILIATIVA ESTESA A QUESTIONI E SOGGETTI RIMASTI ESTRANEI AL GIUDIZIO MA INTERESSATI AL SUO ESITO.TRIBUNALE DI PAVIA, ORDINANZA 17.6.2015

Osserva a tal fine

Considerato lo stato dell’istruzione, la natura della causa e il comportamento delle parti, come emerso dagli atti;
Ritenuto opportuno disporre il tentativo di mediazione in vista di una possibile conciliazione della lite alla luce degli elementi di fatto e di diritto risultanti dagli atti e della proposta sopra formulata;
Ritenuto inoltre che il tentativo di mediazione non possa considerarsi una mera formalità da assolversi con la partecipazione dei soli difensori all’incontro preliminare informativo, essendo evidente che i legali sono già a conoscenza del contenuto e delle finalità della procedura di mediazione ed essendo al contrario necessaria la partecipazione delle parti personalmente - o dei loro rispettivi procuratori speciali a conoscenza dei fatti e muniti del potere di conciliare - che all’interpello del mediatore esprimano la loro volontà di proseguire nella procedura di mediazione oltre l’incontro preliminare (ex multis, Trib. Palermo, Ord. 16.06.14; Trib. Roma, Ord. 30.06.14; Trib. Firenze, Ord. 26.11.2014; Trib. Siracusa, Ord. 17.01.15; Trib. Vasto, Sent. 9.03.15);
La mediazione non potrà considerarsi esperita con un semplice incontro preliminare tra i legali delle parti, ancorché i legali si presentino muniti di procura speciale per la partecipazione alla mediazione, dal momento che nella detta procedura la funzione del legale, come definita dall’art. 5, co. 1-bis e co. 2, D.Lgs. 28/2010, è di mera assistenza alla parte comparsa e non può essere, per il buon funzionamento dell’istituto, di rappresentanza di una parte assente;
Giova, ancora, ricordare come la mediazione, anche quella c.d. obbligatoria, sia una procedura in larga misura informale e come tale il suo oggetto non è necessario sia rigorosamente determinato al pari di un giudizio civile ordinario, tanto che il mediatore ben potrebbe proporre alle parti di estendere il negoziato sia a crediti relativi a domande rimaste fuori dall’oggetto del giudizio e non fatte valere nel processo, o addirittura a parti rimaste fuori dal rapporto giudiziale e tuttavia interessate al suo esito (per esempio, e per rimanere nell’ambito di questo giudizio, l’occupante senza titolo dell’immobile in Borgo Lavezzaro, è soggetto che non è parte del presente giudizio ma è molto probabilmente interessata al suo esito). E’ evidente che l’eventuale soluzione conciliativa raggiunta in sede di mediazione potrebbe definire l’oggetto del conflitto tra le parti, intese in senso lato come centri di interesse, che non necessariamente coincide con il conflitto tra le parti processuali e potrebbe definire l’oggetto della mediazione, che non necessariamente coincide con l’oggetto del giudizio. D’altro canto, è certo che la sentenza in questo giudizio non potrebbe definire, per il principio della necessaria corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato, altro che l’oggetto di questa controversia;
Viste le modifiche introdotte dal D.L. 69/2013, convertito con modificazioni dalla L. 98/2013;”

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