ARCADIA NEWS
CONSULTAZIONE PUBBLICA IN ORDINE ALLE MISURE DI DEGIURISDIZIONALIZZAZIONE PROPOSTE PER LA DEFINIZIONE DELL’ARRETRATO IN MATERIA DI PROCESSO CIVILE

Anche Arcadia Concilia ha partecipato alla consultazione pubblica  indetta dal Governo in ordine  alle misure di degiurisdizionalizzazione proposte  per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile e nello specifico in ordine alla proposta di introduzione delle procedure di negoziazione assistita dagli avvocati. 

Riportiamo di seguito il comunicato a firma del Presidente di Arcadia Concilia Giovanni Bellissima e del Segretario Generale Aggiunto Carmelo Barbagallo:

"Egregio Ministro,

la UilIl Sindacato dei Cittadini-  da tempo impegnata nella tutela e nella difesa dei cittadini, ha creduto nello strumento della mediazione civile e commerciale tanto da promuoverne l’istituto con la costituzione di Arcadia Concilia srl, una società a socio unico iscritta con PDG N 931 del 13 settembre 2012 al Registro degli Organismi abilitati a svolgere la mediazione.  La Uil quindi ha riposto fiducia nella decisione di un  Governo che con l’emanazione del D. Lgs 28/20120 ha manifestato determinatezza nel promuovere questo istituto che consente l’accesso alla risoluzione alternativa dei conflitti sull’esempio seguito da altri Stati europei dove opera da tempo con ottimi risultati. 

Questo sistema alternativo di risoluzione di conflitti ha prodotto sicuramente risultati positivi nonostante le avversità che lo hanno contrassegnato  negli ultimi anni  provocando disagi di considerevoli e preoccupanti proporzioni. Basti pensare alla  cancellazione degli Organismi precedentemente accreditati, al licenziamento di lavoratori impiegati a tempo indeterminato, al dispendio di tempo e di denaro impiegato da tutti i professionisti  che hanno creduto nell’istituto. Le ricordiamo che per la  procedura di accreditamento al Ministero della Giustizia, gli Organismi di Mediazione hanno sostenuto  gravosi investimenti economici. Tra i requisiti di accreditamento richiesti dalla legge indichiamo per brevità in questa sede: una capacità finanziaria che si traduce in un capitale sociale non inferiore a € 10.000,00; una documentata capacità organizzativa, attestata dallo svolgimento dell’attività in due regioni o in due province della stessa regione;  una polizza assicurativa a garanzia della responsabilità da mediazione d’importo non inferiore a € 500.000,00, l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori dipendenti degli organismi di mediazione, locazioni di immobili per lo svolgimento dell’attività ecc.  

Sono  trascorsi pochi mesi dall’approvazione del “Decreto del fare” orientato al rilancio  dell’economia del nostro paese in un momento di grave crisi economica del nostro sistema produttivo e sociale.  Sul punto  giustizia si apprezza l’intenzione del Governo di intervenire in tema di recupero di efficienza del sistema giustizia attraverso un nutrito pacchetto di disposizioni: fra le novità, per l’appunto, la reintroduzione della mediazione obbligatoria per arginare l’enorme contenzioso civile che, con le sue lungaggini e inefficienze, attanaglia il nostro sistema di giustizia civile e ne rappresenta un ostacolo allo sviluppo e alla competitività nel confronto con gli altri paesi europei, oltre che frenare gli investimenti stranieri. Si tenta, con questa decisione (ripristino della norma sull’obbligatorietà della conciliazione civile e commerciale), di trovare una cura alla patologia del nostro sistema giudiziario troppo lento e burocratico e di conseguenza inefficiente, puntando più su misure organizzative che su quelle  processuali. Sembra questo il positivo segnale di una strategia complessiva, con obiettivi definiti dallo stesso Ministero della Giustizia, da raggiungere nei prossimi cinque anni anche con una riduzione delle cause civili per oltre un milione di controversie.

Per raggiungere questi risultati, almeno sul fronte della mediazione civile obbligatoria,  occorre in primis l’impegno di un Governo che sino ad oggi ha sottovalutato il problema assumendo un comportamento indifferente verso l’istituto della mediazione civile e commerciale che aveva tuttavia originariamente sostenuto. L’unica misura che oggi deve adottare il Governo  è quello di promuovere la mediazione civile e commerciale in tutti i modi e in tutte le forme. Se  necessario deve rivedere la normativa, deve integrarla, deve aumentare i controlli sull’efficienza degli Organismi,  deve monitorare i Magistrati nell’attività di mediazione delegata ecc.

Ad oggi  purtroppo è prevalsa la diffidenza di quelle lobby che hanno influenzato ed orientato negativamente i cittadini e il Governo spingendo quest’ultimo  a seguire  logiche di “Categoria”  anziché di tutelare l’interesse di tutti. Tuttavia, l’introduzione dell’Istituto della mediazione Civile con il  Decreto Legislativo 28/2010 prima e con il Decreto del Fare dopo, sono espressione di una precisa scelta legislativa. Le innovazioni legislative per essere accettate dai cittadini devono essere comprese e in tutto questo il fattore tempo è determinate quanto la costanza di un Governo che dovrebbe credere fermamente in quello che fa.

Oggi Ministro, con rabbia, pretendiamo il cambiamento, la rivoluzione, la novità. Esistono persone che credono in quello  che fanno ed esigono coerenza  da parte delle Istituzioni.

Caro Ministro leggiamo che tra le misure di degiurisdizionalizzazione è stato previsto il  nuovo istituto della negoziazione conciliazione assistita. Non crede che questa soluzione possa comportare maggiore confusione tra i cittadini che ancora non hanno avuto la possibilità di conoscere a fondo la mediazione civile e commerciale? Noi operatori della mediazione crediamo di si. Siamo ancora in fase di sperimentazione dell’istituto della mediazione civile e commerciale,  perché spingere su un nuovo istituto che si sovrappone a quello già esistente? Perché delegare  agli Avvocati  le controversie disciplinate dal codice del consumo, le controversie in materie di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti, il pagamento di somme non eccedenti € 50.000,00?  Ma  il risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti non era stato previsto nell’art. 5 del d.lgs 28/2010? Le controversie disciplinate dal codice del consumo non possono essere trattate dagli Organismi di Mediazione così come il pagamento di somme non eccedenti l’importo predetto? Le finalità dei due istituti sono identiche. E’ una duplicazione avventata e immotivata che provocherà animosità e scarsi risultati. Gli Avvocati svolgono già la negoziazione assistita o meglio dovrebbero svolgerla sempre e comunque prima di instaurare un giudizio. Perché dunque fargli condurre la negoziazione fuori dal loro ambito naturale? Solo un atto deciso, consapevole e responsabile potrà impedire l’inutile duplicarsi di un istituto già esistente e in fase di sperimentazione che deve essere maggiormente potenziato  e tutelato. Bisogna stare attenti a non privilegiare interessi specifici di pochi a discapito dei cittadini.

Per la carica  che riveste la preghiamo di darci delle risposte concrete e soprattutto la preghiamo di tutelare gli Organismi di mediazione che hanno creduto in questo strumento, introdotto con legge dello Stato,  raggiungendo anche degli ottimi risultati. In mancanza di risposte soddisfacenti non possiamo che  respingere in toto tale proposta che  non sembra tutelare il bene di tutti i cittadini.

Sig. Ministro confidiamo in un suo positivo riscontro e ci auguriamo di poterLa incontrare per meglio rappresentarLe le nostre ragioni e contribuire a migliorare lo stato della Giustizia Italiana valorizzando l ‘istituto della mediazione civile e commerciale.                                            

           Cordiali saluti"

 

 

 

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