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SCATTA LA GUERRA AL VECCHIO ARRETRATO. IL MINISTERO COMUNICA CHE ENTRA UFFICIALMENTE NELLA FASE OPERATIVA IL 'PROGRAMMA STRASBURGO 2'.

Il Ministero della Giustizia comunica che entra ufficialmente nella fase operativa il progetto “Arretrato civile ultratriennale – Programma Strasburgo 2”, il piano strategico di interventi messo a punto dal Dicastero di Via Arenula per l’abbattimento del vecchio arretrato civile e la progressiva riduzione del cosiddetto rischio legato ai rimborsi previsti dalle legge Pinto.

In data 2 ottobre 2015, a seguito della delibera del Csm del 17 giugno scorso sulle buone prassi che condivide il Progetto ed auspica interventi immediati, il Capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria Mario Barbuto ha infatti trasmesso a tutti gli uffici giudiziari il documento con il quale, dopo aver riassunto i numeri e gli sviluppi della fase conoscitiva del Censimento speciale della giustizia civile, si vara ufficialmente il Progetto Strasburgo 2 e si consigliano gli adempimenti più urgenti da realizzare.

Il progetto prende le mosse proprio dal Censimento effettuato nell’ottobre 2014 e dal successivo aggiornamento del 12 agosto 2015 che ha ulteriormente depurato i dati iniziali dalle cosiddette “false pendenze”, riducendo il numero degli affari civili pendenti da 4,8 a 4,5 milioni.

Nel documento il Ministero invita i capi degli uffici a darsi 4 mesi di tempo per l’azzeramento dei 44.639 procedimenti civili iscritti a ruolo fino al 2000 e pendenti al 31/12/2014 presso corti di appello e tribunali (erano 86.283 col censimento dell’anno precedente, quasi il doppio). E 8 mesi per lo smaltimento delle 73.928 cause iscritte negli anni 2001-2005 (erano 127.146 l’anno precedente).

Con riferimento alla prima scadenza, Barbuto invita a definire le cosiddette cause del secolo scorso “con precedenza assoluta”, anche a rischio di un lieve innalzamento della giacenza fisiologica delle cause più recenti. La Direzione generale di Statistica del ministero avrà il compito di una costante funzione di osservazione/vigilanza, svolgendo verifiche dei dati che verranno tempestivamente comunicati agli uffici interessati.

Nel documento si ricorda ai capi degli uffici che, a seguito dell’aggiornamento dei dati del censimento, le cause ultratriennali pendenti al 31/12/2014 (cioè quelle iscritte a ruolo fino al 2011 e quindi soggette al c.d. rischio Pinto) sono diminuite da 1.117.769 a 930.477, con un abbassamento del tasso di invecchiamento delle pendenze globali che passa dal 32% al 29,5%.

Anche le risorse già fornite dal Ministero agli uffici giudiziari (98 funzionari giudiziari provenienti dal c.d. concorso Ice - Istituto nazionale Commercio Estero) e quelle in arrivo (1.031 unità a seguito del c.d. bando di mobilità esterna e circa 2mila che saranno assunte ai sensi del decreto giustizia per la crescita convertito nella legge 132/2015) verranno assegnate tenendo conto proprio della “esigenza prioritaria di favorire lo smaltimento dell’arretrato civile di durata ultratriennale che grava su alcuni tribunali”.

“Non è solo questione di immagine”, come scrive Barbuto nel documento. “È anche una questione di costi economici: gli indennizzi previsti dalla legge Pinto sono finora costati all’Italia circa 750 milioni di euro”.

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