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LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E LA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE. LINEE GUIDA APPROVATE CON CIRCOLARE N. 9/2012

Si riportano in breve le linee guida approvate dal  Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazionecon con Circolare n. 9/2012 inerenti il coinvolgimento delle Amministrazioni Pubbliche nelle procedure di mediazione sia come parte attiva che come parte invitata.

La circolare tiene conto degli approfondimenti svolti negli incontri del gruppo di lavoro, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi, a cui hanno partecipato rappresentanti del predetto Dipartimento, rappresentanti  del Dipartimento del  Ministero  per la pubblica amministrazione e la semplificazione ne, del Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero della giustizia e dell'Avvocatura dello Stato.

1)Destinatari della normativa sulla mediazione civile e commerciale

Tra i destinatari della normativa sulla mediazione civile e commerciale non ci sono solo i privati cittadini e le aziende ma  anche le pubbliche amministrazioni individuate dall'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ( Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita' montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale).

2)Controversie oggetto di mediazione per la Pubblica Amministrazione

Con  riferimento alle controversie di cui è parte la pubblica amministrazione, la  direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008 prevede che la disciplina della mediazione non si estenda, in particolare, alla materia fiscale, doganale e amministrativa né alle controversie che abbiano ad oggetto la responsabilità dello Stato per atti o omissioni nell'esercizio di pubblici poteri.

Rientrano, pertanto, nel novero delle controversie disciplinate dal d.lgs. 28/2010 esclusivamente quelle che implichino la responsabilità della pubblica amministrazione per atti di natura non autoritativa.

3)Rappresentanza legale nella procedura di mediazione

 In ordine al procedimento di mediazione, si rende opportuno fornire indicazioni sull'attività che l'amministrazione, come parte attrice o convenuta, è chiamata a svolgere ai fini dell'eventuale transazione.

Nel corso degli incontri svolti dal gruppo di lavoro, è stato evidenziato che l'Avvocatura dello Stato, rispetto alle procedure non riconducibili alla tutela legale contenziosa in senso stretto, tra cui quella di mediazione, svolge esclusivamente la funzione consultiva di cui all'articolo 13 del R.D. 30.10.1933, n. 1611, come assistenza tecnica complementare alla rappresentanza processuale e difesa in giudizio delle amministrazioni patrocinate.

Si individuano pertanto le modalità con cui, nell'ambito del procedimento di mediazione, le amministrazioni si rivolgono, mediante richiesta di parere, all'Avvocatura dello Stato per un contributo che consenta di addivenire alla soluzione di questioni tecnico-giuridiche ed interpretative poste alla base della controversia trattata.

Trattandosi, come detto, di procedura non riconducibile alla tutela legale contenziosa in senso stretto, resta esclusa, nell'ambito del procedimento di mediazione, la rappresentanza processuale e la difesa in giudizio delle amministrazioni patrocinate da parte dell'Avvocatura dello Stato.

Resta fermo che le amministrazioni in favore delle quali l'Avvocatura dello Stato svolge attività di patrocinio obbligatorio non possono avvalersi dell'assistenza di avvocati del libero foro.

In ogni caso, nel procedimento di mediazione in casi assolutamente eccezionali, giustificati dalla particolare rilevanza della potenziale controversia, l'Avvocatura dello Stato, a fronte della richiesta avanzata dall'amministrazione interessata, valuta se intervenire nella procedura di mediazione in ogni caso non sostituendo ma affiancando il rappresentante dell'amministrazione.

4) Aspetti procedurali

  Non avendo contenuto giurisdizionale, gli atti di accesso alla mediazione saranno notificati all'amministrazione convenuta.

 Per i casi di cui all'articolo 5 del d.lgs. 28/2010 (condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari ) il previo esperimento della procedura di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

Si ricorda che, dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell'articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile.

 Il giudice, inoltre, condanna al versamento all'entrata del bilancio dello Stato, di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio, la parte costituita che, nei casi previsti dall'articolo 5), non abbia partecipato al procedimento senza giustificato motivo.

L'amministrazione, pertanto, procede alla valutazione in concreto sulla convenienza a partecipare al procedimento di mediazione, provvedendo, ove non intenda intervenire, a formalizzare con specifico atto la scelta operata sulla base della propria discrezionalità e, ove ritenuto opportuno, comunicando tale scelta all'organismo di mediazione.

L’ articolo 11 del d.lgs. 28/2010 disciplina la fase conclusiva del procedimento di mediazione, prevedendo che se è raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma processo verbale al quale è allegato il testo dell'accordo.

5) Rappresentanza dell'amministrazione

 Fermo restando quanto detto in ordine all'attività di patrocinio dell'Avvocatura dello Stato (punto 3)), si precisa quanto segue.

 Ai sensi dell'articolo 16, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la sottoscrizione dell'accettazione della proposta di conciliazione e la rappresentanza dell'amministrazione davanti all'organismo di mediazione è demandata al dirigente dell'Ufficio dirigenziale generale competente sulla materia oggetto della controversia ovvero ad altro dirigente a tal fine delegato.

Le suddette funzioni possono essere altresì delegate a dipendenti di qualifica non dirigenziale che, è opportuno, siano dotati di comprovata e particolare competenza ed esperienza nella materia del contenzioso e in quella a cui afferisce la controversia.

Sulla base di criteri trasparenti ed oggettivi le amministrazioni individuano preferibilmente dipendenti di area III del comparto Ministeri o categoria equiparata con formazione di tipo giuridico-economico, in  possesso del titolo di studio della laurea (L) ovvero del diploma di laurea (DL) o di titoli di studio equiparati (LS ed LM) che, ove non in possesso della competenza specifica nella materia trattata, possono essere coadiuvati da personale tecnico o professionale nell'espletamento della funzione di rappresentanza dell'amministrazione.

 Le amministrazioni pubbliche valutano se assegnare la funzione di rappresentanza ad un Ufficio dirigenziale già esistente, centralizzando la competenza sulla procedura di mediazione, ovvero se attribuire la funzione all'Ufficio dirigenziale di volta in volta competente rispetto alla materia trattata nella controversia.

Ai fini della rappresentanza nel procedimento di mediazione, le amministrazioni, ove possibile, si avvalgono degli Uffici territoriali con sede nel luogo in cui si svolge il procedimento di mediazione.

 All'Ufficio individuato per lo svolgimento della funzione di rappresentanza è data, altresì, la competenza a produrre la richiesta di parere all'Avvocatura dello Stato secondo i criteri sopra descritti.

Appare preferibile che le sedi periferiche di amministrazioni con articolazione sul territorio, preliminarmente alla richiesta di parere all'Avvocatura dello Stato, interessino la propria sede centrale.

Per una lettura integrale della circolare:

https://mediazione.giustizia.it/

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