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DIVISIONE EREDITARIA: IN CASO DI PIù EREDI LA COINCIDENZA DI ALCUNI INTERESSI NON VALE A STABILIRE L’ESISTENZA DI UN UNICO CENTRO D’INTERESSE-TRIBUNALE DI PADOVA - SENTENZA DEL 19-10-2017 - GIUDICE CARMELA REALE

In una controversia avente ad oggetto una divisione ereditaria, il Tribunale di Padova ha stabilito l’esistenza di diversi centri d’interesse – e quindi il pagamento di tante indennità di mediazione quante sono le parti coinvolte - anche se gli interessi dei co-eredi fossero talvolta coincidenti.

Per come stabilito infatti dal Tribunale si esclude che……. “ possa applicarsi ai convenuti in mediazione l’indennità come se essi costituissero una sola parte, non rappresentando essi un “unico centro di interessi”.Ed invero, la controversia riguarda una divisione ereditaria nella quale ciascun erede costituisce una diversa parte con propri interessi, anche se talvolta essi possano coincidere. Nel caso specifico, la posizione degli attuali opponenti, espressa anche nelle proposte scambiate durante il procedimento di mediazione, è apparsa da subito non coincidente…”

Dalle motivazioni della sentenza si recepisce anche la volontà del Tribunale di “sanzionare”  le pretestuose argomentazioni delle parti tese ad eludere il pagamento delle indennità nonostante  la procedura abbia superato la fase preliminare-informativa.

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Per questi motivi ancora una volta rimarchiamo  l’obbligo per tutti i mediatori  di redigere i verbali di mediazione in conformità a quanto stabilito dalla normativa vigente e dalle  innumerevoli  Ordinanze e/o Sentenze che sottolineano il ruolo fondamentale che assume il verbale di mediazione anche al fine di consentire l’eventuale valutazione giudiziale della condotta processuale delle parti ai sensi degli artt.91 (1) e 96 III° cpc.

STRALCIO DELLA  SENTENZA

Riguardo al merito della controversia, essa si sostanzia nelle doglianze degli opponenti in ordine alla conduzione della mediazione per la quale è chiesto il pagamento dell’indennità. _______________ sostiene di nulla dovere all’organismo di mediazione perché il procedimento di mediazione sarebbe stato affetto da nullità ovvero gravi irregolarità.

Afferma la difesa dell’opponente doversi pronunciare la nullità della procedura in quanto_______________  non era stato assistito in mediazione da un avvocato e, sul punto, cita a conforto la sentenza del Tribunale di Torino del 30/03/2016 per la quale “L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale: di conseguenza il procedimento esperito da parte attrice non può considerarsi validamente esperito, essendo necessaria, per espressa previsione legislativa, l ‘assistenza di un avvocato per la validità del procedimento stesso “.

Afferma inoltre che_______________  mai ha aderito alla procedura di mediazione e, pertanto, non avendo assunto alcun onere di pagamento, nulla deve.

La mediazione di cui è causa si è svolta come indicato dal verbale del 13/04/2015, ovvero con la scansione temporale di cui al predetto verbale e con la partecipazione degli attuali opponenti come ivi indicato.

Detto verbale, benché censurato da_______________  così come lo svolgersi della procedura, non è stato impugnato per falsità e pertanto costituisce prova nel presente giudizio sullo svolgimento dei fatti.

Orbene, dallo stesso si evince che al primo incontro del 13/01/2015 – a seguito del differimento dal 10/12/2014 e dal 18/12/2014 – hanno partecipato tutte le parti, le quali hanno espresso la propria posizione in ordine all’oggetto della mediazione (e si presume discusso sulle stesse), come riconosce lo stesso_______________  nelle mail del 27/02/2015 (doc. 17 di parte opposta) e del 22/03/2015.

In tale sede veniva fissato l’ulteriore incontro del 02/02/2015 al quale_______________  non partecipava non perché non ne fosse a conoscenza, ma perché, a suo dire, avrebbe dovuto ricevere un invito scritto, mai giunto; comunicazione scritta che in realtà non è prevista da nessuna disposizione.

L’adesione alla mediazione pertanto è da ritenersi avvenuta già al primo incontro del 13/01/2015, tant’è che_______________, all’invito della segreteria dell’organismo di mediazione di corresponsione dell’indennità, non contestava di non aver aderito al procedimento di mediazione, e quindi di nulla dovere, ma chiedeva spiegazioni sulle motivazioni di tale versamento in via anticipata rispetto all’espletamento, ricevendo riscontro dall’organismo.

Si osserva altresì che già con la comunicazione dell’avvio del procedimento di mediazione dell’Ol/12/2014, _______________rendeva edotte le parti convenute in mediazione del primo incontro e dei tempi e modalità (omissis)

Senonché, l’eccezione, così come tutte quelle relative alla correttezza dello svolgimento della procedura di mediazione, non trovano ingresso nella sede dell’opposizione a decreto ingiuntivo de qua ma nella causa per la quale la mediazione è condizione di procedibilità, ovvero nella causa riguardante. Detto ciò, rimane il fatto che _______________ ha effettivamente partecipato alla mediazione senza l’assistenza di un avvocato.

La stessa sentenza del Tribunale di Torino su menzionata è pronunciata dal Giudice della causa di merito successiva alla mediazione senza esito positivo.

E’ necessario infatti distinguere tra validità della mediazione ai fini della causa nella quale costituisce condizione di procedibilità (in cui deve essere accertata la sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla legge, compresa la necessità o meno dell’assistenza della parte ad opera di un avvocato e dove è pronunciata 1a eventuale conseguente improcedibilità della domanda) e procedimento di mediazione.

Quest’ultimo si è comunque svolto, anche se senza esito positivo, ovvero senza accordo tra le parti.

Dopo l’incontro del 13/01/2015 e di quello del 02/02/2015, avvenuto quest’ultimo con la sola partecipazione dell’istante in mediazione, le parti tutte hanno comunicato una propria proposta ed il mediatore ha, a sua volta, avanzato una propria proposta che ha trovato l’adesione dell’istante e degli opponenti_______________e_______________    anche se da parte di questi con i dovuti distinguo precisati nella mail dell’avv. _______________   del 17/03/2015.

Non si può pertanto accogliere la tesi degli opponenti, anche di_______________e_______________, che sostengono non esserci stata alcuna adesione alla procedura di mediazione, non essendo prevista, d’altro canto, alcuna formalità di espressione della stessa.

In merito alla tesi dell’opposta sull’interpretazione delle norme (omissis)  cui sono presenti i riferimenti relativi all’assistenza dell’avvocato in mediazione, che andrebbero lette in combinato disposto, si osserva che in verità il legislatore non ha previsto alcuna conseguenza in caso di mancata assistenza legale delle parti, relativamente alla regolarità dell’esperimento del tentativo di conciliazione, posto che all’art. 12 si legge “Ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite da un avvocato, con ciò prevedendo casi di svolgimento della mediazione senza l’assistenza legale. La “conseguenza” parrebbe, infatti, solo quella di un eventuale raggiunto accordo di mediazione che non costituirebbe titolo esecutivo e che necessiterebbe dell’omologa del Presidente del Tribunale.

Nel caso oggetto della presente causa, il problema non si pone non avendo le parti raggiunto un accordo.

Non può pertanto condividersi la tesi prospettata dai convenuti_______________ di nullità della mediazione, frutto di sforzo interpretativo più che di analisi delle disposizioni di legge.

Tutte le altre censure riguardanti le modalità operative del mediatore non costituiscono fondamento, ad avviso di questo giudicante, per una pronuncia di rigetto della pretesa creditoria dell’_______________

II Tribunale considera tali censure ai fini della liquidazione delle spese del presente procedimento poiché non può negarsi che una più dettagliata verbalizzazione degli incontri, man mano che essi si svolgevano, e non solo nell’incontro finale di chiusura della mediazione, il richiamo formale, al primo incontro (e la conseguente verbalizzazione in merito) da parte del mediatore sull’adesione delle parti convenute, nonché l’indicazione scritta sui chiarimenti resi alle parti sulla “funzione e le modalità di svolgimento della mediazione ” (art. 8 D. Lgs 28/2010) e sulla necessaria partecipazione dell’avvocato per giungere ad un accordo in mediazione che costituisca valido titolo esecutivo, avrebbero indotto gli opponenti ad una diversa valutazione della situazione, ai fini della presente opposizione.

E’ altresì considerata, ai fini della pronuncia sulle spese, la particolarità della questione trattata sulla quale si è recentemente pronunciata la Corte di Giustizia Europea con la sentenza 14/06/2017, n. C – (omissis)

una procedura ADR di essere assistito obbligatoriamente da un avvocato “.

La Corte fa riferimento infatti all’art. 8, lettera b) della direttiva 2013/111a quale stabilisce che le parti abbiano accesso alla procedura ADR senza essere obbligate a ricorrere a un avvocato o a un consulente legale.

Sussistendo, ad avviso di questo Giudice, la condizione di novità della questione trattata (alla luce della recentissima sentenza sucitata), trova ingresso la norma di cui all’art. 92, 2comma, cpc che prevede la pronuncia di compensazione fra le parti delle spese del giudizio a discrezione del giudicante.

Gli opponenti dovranno pertanto pagare le somme richieste: l’indennità per l’avvio della procedura di € 40,00, oltre IVA, nonché quella per il procedimento di € 2.500,00, oltre IVA, per lo scaglione da € 3.000.000,00 ad € 4.000.000,00, indicato nella domanda di mediazione.

Va considerato infatti come non risulti, durante la mediazione, alcuna divergenza tra le parti sul valore della controversia, così come da dichiarazione della parte istante, ai sensi dell’art. 16, comma 8, del DM 180/2010.

Il Tribunale esclude infine possa applicarsi ai convenuti in mediazione l’indennità come se essi costituissero una sola parte, non rappresentando essi un “unico centro di interessi”.

Ed invero, la controversia riguarda una divisione ereditaria nella quale ciascun erede costituisce una diversa parte con propri interessi, anche se talvolta essi possano coincidere.

Nel caso specifico, la posizione degli attuali opponenti, espressa anche nelle proposte scambiate durante il procedimento di mediazione, è apparsa da subito non coincidente.

Il decreto ingiuntivo va pertanto confermato.

Le spese di lite sono compensate tra le parti, ai sensi dell’art. 92, 2comma, cpc.

P.Q.M.

II Tribunale di Padova, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando nella causa promossa con atti di citazione notificati, da______________ e ______________ in data 11/02/2016 e da ______________

opposizione al decreto ingiuntivo n_____ emesso dal Tribunale di Padova il 28/12/2015, ogni diversa e contraria istanza ed eccezione disattesa, così provvede:

Padova, 19 ottobre 2017

Il Giudice dott. Carmela Reale”

 

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