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TRIBUNALE DI VASTO: IN UNA MEDIAZIONE DELEGATA IL MEDIATORE HA IL DOVERE DI FORMULARE UNA PROPOSTA. ORDINANZA DEL 15 GIUGNO 2016.

Il Tribunale di Vasto continua ad imporre alle parti  e al mediatore l’effettivo svolgimento della mediazione obbligando quest’ultimo, nelle mediazioni delegate, a formulare una proposta anche qualora le parti non ne abbiamo fatto richiesta.

È quanto stabilito da un’ordinanza del Giudice dott. Pasquale del 15 giugno scorso, in cui si rileva il comportamento di un mediatore che, pur conoscendo l’opinione e la prescrizione del Giudice in proposito non aveva formulato  alcuna proposta di mediazione limitandosi  a constatare che la procedura di mediazione si era conclusa negativamente. Difatti il Giudice con la predetta ordinanza  aveva statuito che “ in caso di effettivo svolgimento della mediazione che non si fosse concluso con il raggiungimento di un accordo amichevole, il mediatore dovesse comunque provvedere alla formulazione di una proposta di conciliazione, anche in assenza di una concorde richiesta delle parti…”

Testo integrale

 

TRIBUNALE DI VASTO

ORDINANZA RISERVATA

IL GIUDICE Dott. Fabrizio Pasquale

 

A scioglimento della riserva assunta nel procedimento di cui in epigrafe;

LETTI gli atti e la documentazione di causa;

VISTA l’ordinanza del 14.07.2015, con la quale questo giudice ha disposto, ai sensi dell’art. 5, secondo

comma, del D.L.gs. 4 marzo 2010, n. 28, l'esperimento del procedimento di mediazione, quale condizione di

procedibilità della domanda giudiziale;

RILEVATO, in particolare, che con la predetta ordinanza il giudice ha statuito che, in caso di effettivo

svolgimento della mediazione che non si fosse concluso con il raggiungimento di un accordo amichevole, il

mediatore dovesse comunque provvedere alla formulazione di una proposta di conciliazione, anche in

assenza di una concorde richiesta delle parti;

PRESO atto che, per concorde deduzione svolta dalle parti all’udienza del 03.03.2016, il mediatore –

contravvenendo ad una puntuale prescrizione del giudice – ha immotivatamente omesso di formulare la

propria proposta conciliativa, limitandosi a dichiarare chiuso il procedimento di mediazione con esito

negativo;

RITENUTO, pertanto, che la procedura di mediazione non è stata ritualmente svolta, essendo stato omesso

un passaggio cruciale e ineludibile, che connota la natura stessa dell’attività del mediatore (viepiù alla luce

della riforma introdotta dal D.L. 21.06.2013 n. 69, a seguito del quale la mediazione, all’art. 1, comma 1°,

lett. a), non viene più definita come «l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e

finalizzata ad assistere due o più soggetti, sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di

una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa », bensì come

«l’attività [...] per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la

risoluzione della stessa») e senza il quale al giudice è preclusa la possibilità di compiere le valutazioni ad

esso spettanti, ai sensi dell’art. 13 D. Lgs. n. 28/10;

RITENUTO, pertanto, che la procedura di mediazione debba essere completata con la formulazione di una

proposta conciliativa da parte del mediatore, in ottemperanza alle direttive impartite dal giudice con

l’ordinanza del 14.07.2015;

CONSIDERATO, peraltro, che il procedimento di mediazione debba essere riaperto innanzi allo stesso

mediatore che lo ha precedentemente condotto e senza oneri economici aggiuntivi per le parti, dal

momento che la irrituale definizione della procedura è da imputarsi esclusivamente ad una omissione del

mediatore;

Per Questi Motivi

DISPONE che le parti provvedano, senza oneri economici aggiuntivi, a riattivare la procedura di mediazione

innanzi allo stesso mediatore che l’ha precedentemente condotta, affinchè il mediatore formuli una

proposta di conciliazione, ai sensi dell’art. 11 del D. Lgs. n. 28/10, anche in assenza di una concorde

richiesta delle parti;

ASSEGNA alle parti termine di giorni quindici per la riattivazione della procedura di mediazione, rendendo

noto che l’omissione è sanzionata – per la parte attrice – a pena di improcedibilità della domanda

giudiziale;

PRECISA che le parti dovranno essere presenti dinanzi al mediatore personalmente e con l’assistenza legale

di un avvocato iscritto all’Albo e che la mancanza (o il rifiuto) di partecipazione personale delle parti senza

giustificato motivo agli incontri di mediazione può costituire, per la parte attrice, causa di improcedibilità

della domanda e, in ogni caso, per tutte le parti costituite, presupposto per l’irrogazione – anche nel corso

del giudizio – della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 8, comma 4 bis, D. Lgs. n. 28/10, oltre che fattore

da cui desumere argomenti di prova, ai sensi dell’art. 116, secondo comma, c.p.c.;

INVITA le parti a produrre copia dei verbali degli incontri di mediazione e a comunicare all’Ufficio l’esito

della procedura di mediazione con nota da depositare in Cancelleria, almeno 10 giorni prima della prossima

udienza, la quale dovrà contenere informazioni in merito ai motivi del rifiuto della proposta di conciliazione

formulata dal mediatore;

RINVIA la causa all’udienza del 29/11/2016, ore 10.00, per le determinazioni da assumere in ordine al

prosieguo della causa;

MANDA alla Cancelleria per la comunicazione della presente ordinanza per intero.

 

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