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DI SEGUITO TRE PRONUNCE CHE RIPRODUCONO L’ORIENTAMENTO GIURISPRUDENZIALE PRESSOCHè UNANIME CHE SANZIONA L’ATTEGGIAMENTO DELLA PARTE ASSENTE, INGIUSTIFICATA, NELLA MEDIAZIONE.

Ufficio del Giudice di Pace di Nocera Inferiore, nella persona dell’avv. Consuelo Ascolese - sentenza 16.3.2016

DIRITTO

…”La domanda di parte attrice deve essere dichiarata improcedibile. De rilevarsi, infatti, la mancata presenza dell’attrice in sede di mediazione, disposta da questo Giudicante ai sensi dell’art.5, secondo comma, del D.lgs.28/2010.
Va pertanto richiamato il prevalente orientamento giurisprudenziale secondo cui le disposizioni, relative al primo incontro di mediazione impongono di ritenere che “l’ordine del giudice è da ritenersi osservato soltanto in caso di presenza della parte (o di un di lei delegato), accompagnata dal difensore e non anche in caso di comparsa del solo difensore, anche quale delegato della parte” dal momento che “ l’attività che porta all’accordo conciliativo ha natura personalissima e non è delegabile” (vedasi, in tal senso, ex multiis Trib. Vasto 09.03.2015)…”.

 

Tribunale di Siracusa,  nella persona del  Giudice dott.ssa Stefania Muratore- ordinanza 30.3.2016

 

“……ritenuta, pertanto, l’opportunità che le parti sperimentino un procedimento di mediazione ex art. 5 co. II D.lgs. 28/2010 (su disposizione del giudice);
ritenuto, con riferimento a detto procedimento: 1) in primo luogo, che l’esplicito riferimento operato dalla legge (art.8) alla circostanza che “…al primo incontro e agli incontri successivi fino al termine della procedura le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato” implica la volontà di favorire  la comparizione personale della parte, quale indefettibile e autonomo centro di imputazione e valutazione di interessi; 2) inoltre, che le procedure di mediazione ex art. 5, comma 1 bis (ex lege) e comma 2 (su disposizione del giudice) del d.lgs. 28/2010 n.28, sono da ritenersi ambedue di esperimento obbligatorio, essendo addirittura previste a pena di improcedibilità dell’azione; che difatti, per espressa volontà del legislatore, il mediatore nel primo incontro chiede alle parti di esprimersi sulla “possibilità” di iniziare la procedura di mediazione, vale a dire sulla eventuale sussistenza di impedimenti all’effettivo esperimento della mediazione e non sulla volontà delle parti, dal momento che in tale ultimo caso si tratterebbe, nella sostanza, di mediazione non obbligatoria bensì facoltativa e rimessa al mero arbitrio delle parti medesime con evidente, conseguente e sostanziale interpretatio abrogans del complessivo dettato normativo e assoluta dispersione della sua finalità esplicitamente deflattiva……”;

 

Tribunale di Modena, nella persona del G.I. Dott. R. Masoni- ordinanza 2.5.2016

 

“….in diritto, dispone, anzitutto, l’art. 8, 1° comma, d.lg. n. 28/2010 (come modificato dall’art. 84 del d.l. n. 69 del 2013), che: “al primo incontro e agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato. Durante il primo incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione.     
Il mediatore, sempre nello stesso primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi sulla possibilita’ di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso positivo, procede con lo svolgimento”.
La norma ha anzitutto introdotto l’assistenza obbligatoria della parte nel procedimento di mediazione (in precedenza non prevista), introducendo poi una sorta di incontro preliminare avente finalità lato sensu informativa, nel corso del quale il mediatore “chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione”.
Dalla disposizione testé richiamata, che univocamente richiama un “primo incontro” (delle parti), emerge trasparente che la condizione di procedibilità in discorso si considera avverata, anzitutto, laddove si sia svolto un primo incontro (seppur conclusosi senza accordo); ovvero, in altre parole, che le parti si siano fisicamente incontrate alla presenza del mediatore (e con l’assistenza dei rispettivi avvocati).

Né potrebbe qualificarsi per tale un incontro meramente cartaceo, ovvero, quello ipotizzabile in presenza di missive, telegrammi o fax inviati dalle parti (renitenti alla comparizione personale) direttamente al mediatore o alla sede dell’organismo. In tal caso è stato, giustamente, escluso l’avveramento della condizione di
procedibilità della domanda (Trib. Roma 29 settembre 2014, in Dir. Giust., 2014).
In secundis, poi, stando sempre al tenore letterale del disposto normativo, all’incontro col mediatore devono partecipare le parti personalmente (per quanto sempre assistite dall’avvocato).
Trasparente è la previsione dettata dal comma 1° dell’art. 8 che, lessicalmente, scinde la presenza della parte (personalmente) da quella del difensore per la partecipazione agli incontri di mediazione. Entrambi devono congiuntamente partecipare al primo incontro ed a quelli successivi (“le parti devono partecipare con l’assistenza dell’avvocato”).
Non avrebbe d’altro canto senso logico prevedere l’attività informativa che il mediatore è tenuto ad esplicare in sede di primo incontro se non in un’ottica informativa a beneficio della parte personalmente comparsa. Posto che il difensore, in quanto mediatore di diritto e titolare degli obblighi informativi ex art. 4, comma 3, nei confronti del cliente, non abbisogna di informazione su funzione e modalità di svolgimento della mediazione.
Premesso ciò, nell’ottica di garantire lo “svolgimento della mediazione” e considerare attuata la condizione di procedibilità della domanda, appare indispensabile che al primo incontro innanzi al mediatore siano presenti le parti personalmente assistite dal difensore, non essendo sufficiente che compaia unicamente il difensore, nella veste di delegato della parte (Trib. Bologna 5 giugno 2014, in www.Giuraemilia.it.). Laddove non tutte le parti siano presenti, sarà onere del mediatore aggiornare l’incontro invitandole a comparire personalmente.

 

 

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