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TRIBUNALE DI VERONA - SENTENZA DEL 16/02/2016- ANCHE NELLE PROCEDURE DI MEDIAZIONE VOLONTARIE LA CONVINZIONE DI AVERE RAGIONE NON COSTITUISCE MAI GIUSTIFICATO MOTIVO PER NON PARTECIPARE.

Il Tribunale di Verona, con sentenza del 16/02/2016, ha  condannato i convenuti a corrispondere all’entrata del bilancio dello Stato una somma pari al contributo unificato, in applicazione del disposto dell’art. 8, comma 4-bis, secondo periodo del d.lgs. 28/2010.

Difatti i medesimi  non hanno fornito la benché minima spiegazione di quella loro scelta di non aderire alla procedura di mediazione volontaria instaurata dalla parte attrice presso un Organismo di mediazione,  né al momento di disertare l’incontro davanti al mediatore né, come ben avrebbero ancora potuto, nel corso del giudizio e fino al momento di formulare le loro istanze istruttorie. Solo in sede di discussione il loro difensore tentava di giustificare la mancata adesione asserendo che era stata dettata dalla volontà dei suoi assistiti di rimarcare l’opposizione agli assunti di controparte.

E’ evidente però che una simile posizione, che presuppone la convinzione della fondatezza dei propri assunti, non è idonea ad integrare il giustificato motivo di assenza che vale a sottrarre la parte che non compare in mediazione alla sanzione pecuniaria. In caso contrario infatti non vi sarebbe mai occasione per applicare la norma sopra citata, dal momento che ciascuna parte che agisce o resiste in giudizio ha quella convinzione […]

 

A breve il testo integrale della sentenza

 

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